Ricette cruelty-free: dentifricio

dentifricio

Come avevo minacciato promesso di fare, ho provato ad autoprodurre il dentifricio.

Per ribadire parte delle motivazioni per cui mi sto avvicinando all’autoproduzione, vorrei riportare alcuni dati sulla composizione di un dentifricio-tipo che avevo trovato su Terra Nuova, numero di marzo 2010: ‘generalmente un tubetto di dentifricio oggi è preparato principalmente con abrasivi (dal 20 al 40%), sostanze ad azione umettante, lubrificante e conservante (dal 20 al 30%), una piccola parte di detergenti (non più dell’1-2%) e infine una lunga serie di ingredienti con proprietà leganti, addensanti, coloranti, astringenti e aromatizzanti (1-2% circa).’

Voglio dire, non è tanto confortante. Il dentifricio altro non è che un prodotto che serve per lavare i denti, peccato che la componente che conta – quella lavante – si fermi ad un miserabile 2% massimo e il resto, un imperioso 98%, serva unicamente per un discorso di attrattiva finalizzata all’acquisto: profumo, sapore, colore e consistenza, che con la salute e la manutenzione dei denti non hanno assolutamente nulla a che vedere.

Detto questo, gli ingredienti che ho usato per la mia ricetta fai da te sono: acqua (20 cl), argilla bianca (3 cucchiai), salvia (qualche foglia), menta piperita (qualche foglia), olio essenziale di salvia (1 goccia), olio essenziale di menta piperita (1 goccia).

Il procedimento, invece, è questo: si parte portando ad ebollizione l’acqua, aggiungendo le foglie fresche e lasciando sobbollire il tutto per 10 minuti; spento il fuoco, si filtra e si lascia che il decotto raffreddi. A questo punto, in un barattolino di vetro e usando un cucchiaio di legno o di plastica (mai di metallo quando c’è di mezzo l’argilla!), si versa l’argilla e si prende ad incorporare pian pianino il decotto continuando a mischiare bene. Ci si ferma quando si arriva ad ottenere una pasta omogenea e abbastanza compatta.

Per la conservazione, il dentifricio fai da te si può tenere al fresco nel barattolo di vetro a chiusura ermetica o sennò, appunto, si può anche travasare il tutto in un tubetto vuoto e già usato. Con il passare dei giorni la pasta tenderà via via a solidificarsi: in quel caso, per ammorbidire, sarà utile aggiungere un goccino d’olio d’oliva.

Per mettermi a prepararlo ho aspettato che quello dell’ultimo tubetto che avevo comprato al supermercato fosse completamente finito: così, usando una sac à poche da cucina di quelle per fare i dolci, ho iniettato il dentifricio fai da te pronto direttamente nel tubetto vuoto, e in questo modo ho tagliato 2 volte sulla spazzatura.

Fra gli ingredienti che ho usato, poi, il bicarbonato di sodio non c’è: anche se come sbiancante è ottimo, risulta infatti troppo aggressivo sullo smalto dei denti e quindi spazzolarselo in bocca più volte al giorno non è che sia proprio il top. La cosa migliore da fare sarebbe aggiungere un pochino di bicarbonato sullo spazzolino, insieme al dentifricio artigianale, una o 2 volte al mese: lo smalto non rischia così tanto di graffiarsi e si dà comunque un aiutino al colorito della dentatura.

L'INCI del mio dentifricio: cliccando sulla foto si possono leggere gli ingredienti. Scusate se è sgranata...tengo un'età! ;)

Mentre pensavo a questa cosa, ho guardato per curiosità l’INCI del mio dentifricio industriale: sul davanti del tubetto c’è scritto solo ‘denti più bianchi‘, eppure nella lista degli ingredienti riportata sul retro il Sodium Bicarbonate è il quarto ingrediente in ordine di apparizione su un totale di 13 (!). Visto e considerato che l’INCI indica i componenti di un prodotto elencandoli dal più abbondante al più scarso di quantità, se ne deduce che ce ne sia un bel po’. Bella fregatura: mentre stavo davanti allo scaffale del reparto degli spazzolini & Co. i prodotti che riportavano la parola ‘bicarbonato’ scritto sul packaging bello in evidenza li avevo evitati apposta, ma praticamente è andata che mi sono portata a casa un dentifricio perfettamente equivalente. Vabbè, ma mi sta bene: non è che ci voleva la scienza infusa, bastava leggere l’INCI.

La pubblicità – claro – non lo dice, però la sensazione effettiva di brillantezza e freschezza di un dentifricio industriale-tipo può avere un rovescio della medaglia discretamente rognoso: denti progressivamente più deboli perché alla lunga consumati più velocemente di quanto dovrebbero, smalto più fragile, carie più facile, spese in più dal dentista e in farmacia. Non per nulla sul retro, oltre alla dicitura ‘clinicamente testato‘ che purtroppo la dice lunga su poveri cristi a 4 zampe senzienti ma non consenzienti rinchiusi in laboratorio a farsi provare (= iniettare, bruciare fino all’ustione etc) addosso di tutto, c’è scritto pure ‘Può essere usato solo da persone adulte‘.

P.S. sul mio tubetto a un certo punto c’è anche la scritta ‘sbianca e protegge da carie‘: ma se aggredisci i miei denti indebolendo lo smalto in maniera esponenziale, semmai sarà il contrario, no? Sul fatto che sbianchi ok, non ci piove anzi è giusto sottolineare che è vero, ma la faccenda della protezione, abbinata in evidenza allo sbiancamento, non si può sentire.

P.S 2 l’argilla da usare per le ricette dei dentifrici fai da te – non solo per questa – deve essere a grana molto fine, ovvero adatta per un uso interno. Buoni esperimenti! 🙂

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14 pensieri su “Ricette cruelty-free: dentifricio

  1. complimenti ,io sono anni che utilizzo semplicemente argilla mescolata a foglie di salvia e /o menta a gocce di olii essenziali ,ci sporco lo spazzolino e dura mesi,mi trovo benissimo,ciao

  2. e io ti seguo a ruota :)))
    A parte sperimentare anche altre ricettine per fare dei confronti e scegliere meglio quella più adatta a me, in futuro vorrei aumentare le gocce di olio essenziale.
    Prima devo parlare con un dentista e capire fino a che punto si può alzare il tiro B-)

    ciao Stefy!

  3. Spazzolare i denti non basta, occhio a ciò che si mette in bocca!
    Lo zucchero, quello bianco, per esempio, è veleno per lo smalto. La causa è della chimica che vien usata per sbiancarlo, quindi conviene usare quello grezzo (100%).
    È meno dolce ma più fruttuoso (quello di canna per es.).

  4. Ciao. sto dando un occhiata al tuo blog, xkè anke io adoro partecipare nella vita di tutti i gg ad aiutare l’ambiente, la terra, il commercio ecquo etc. Per quanto riguarda il dentifricio (e altri rimedi naturali), ne faccio un uso così vasto xkè, tanto, fanno parte della mia tradizione. Comunque, anke io preparo un dentifricio mooolto particolare, adatto x rendere i denti più bianchi!! io lo uso (ma uso anke quello normale:( ed è particolare (non spaventarti!) xkè ha un colore tutt’altro ke bianco!! è NERO!. ma tranquilli, appena si sciaqua i vs denti sarnno moolto belli e soprattuto sani e puliti xkè gli ingredienti fanno bene ome un dentifricio normale (nn sono scelti a caso). domani ti lascio gli ingredienti e il procedimento. E inoltre io usi, anke un..nn so come kiamarlo, ecco un bastoncino! è un bastoncino (delle dimensioni di una penna) ricavato da un albero, il cui estremo viene inragliato con il coltellino per farlo assomigliare alle setole dello spazzolino (niente paura: è morbido morbido!!) e ke serve per sfregare dolcemente i singoli denti: questo bastoncino, viene da un albero ke ha degli effetti benefici per i denti 3 volte mogliori del dentifrico e vi assicuro (io lo uso) ke i vostri denti risulteranno più bianchi (di qualche tonalità, non aspettatevi ke siano come perle xkè in quel caso non sarebbe una cosa naturale!!) e fa benissimo alle gengive.
    Oddio, quanto ho scritto!!
    Addesso ti kiedi il nome del bastoncino, e dove si compra… ma sinceramnte, io il nome in italiano nn lo so!! e non credo ke sia reperibile in italia (io lo prendo in Marocco!!) ma adesso provo a cercare xkè io voglio sapere come si chiama in italianon 🙂
    va bè, ade mi fermo e la prox volta ti parlo di un’altro bastoncino, ma quasta volta serve anke per colorare le labbra oltre a far bene alla bocca e denti.
    A presto Mery

    1. Mery, è molto interessante, mi hai incuriosito! 🙂
      Mi piacerebbe provare soprattutto questo bastoncino, specie perché mi dici che non è aggressivo sulle gengive, e questa sarebbe già un’ottima cosa.
      Chissà, magari in alcune erboristerie si trova.
      Se ti viene in mente come si chiama, per favore fai sapere 🙂
      Ciao!

  5. Ciao!!
    Ecco, ho fatto una ricerca e ho trovato ke il nome del bastoncino è “Miswak” o “radice di miswak” che viene dall’albero Araak (in italiano Salvadora Persica), su intenet puoi trivare le immagigni. credo che tu lo possa trovare in erboristeria o anke su internet, e costa poco più di 3 euro e inoltre ci sono anche dentifrici a base di qiesto albero (io non mi fido tanto dei dentifrici che dicono di essere a base di “miswak”, xkè per le aziende ogni scusa è buona per vendere!!). Dal sito http://www.algovitshop.com/img/file/fpdf47.pdf ho trovato queste infromazioni (sono buone, ma non tutte!!):
    Miswak è la radice dell’albero Araak (Salvadora Persica) che cresce in tutto il Me-dio Oriente. Gli gli antichi Egizi e Babilonesi ne conoscevano le benefiche virtu su denti e gengive. Nella tradizione orientale la radice è nota con il nome di sewak. che letteralmente significa .massaggio. infatti il suo uso va ben oltre quello del normale spazzolino ed é l’ideale per completare una corretta igiene orale.
    Contiene infatti elevate quantità. di fluoro e silicio, vitamina C, enzimi, minerali, tannini, saponine, flavonoidi, steroli e altre sostanze naturali con proprietà. sia sbian-
    canti che rinforzanti dello smalto, antisettiche e antibatteriche, preventive della carie e protettive delle gengive.
    L’uso quotidiano della Miswak:
    • Rende i denti pi. banchi lucidandoli delicatamente e in modo assolutamente non abrasivo
    • Rimuove giorno dopo giorno le macchie di fumo, caffè, vino, restituendo al tuo sorriso il bianco più naturale
    • Mantiene alti livelli di igiene in bocca anche quando non puoi lavarti i denti
    • Previene i disturbi gengivali grazie alle sue fibre di cellulosa morbide, resistenti e abbondanti che ben si adattano alla conformazione personale della dentatura
    • Previene la formazione di carie, placca e tartaro
    • Mantiene l’alito profumato e dona una sensazione di freschezza in tutta la bocca
    Usarlo è semplicissimo: basta rimuovere qualche cm di corteccia e strofinare le morbide setole su denti e gengive ogni volta che lo si desidera. Tagliare e rinnovare la punta quando le setole sono consumate e il sapore svanito. Usato quotidianamente dura circa due mesi.
    Questa radice viene usata molto nei paesi arabi, in africa e in asia (india). Sperò che tu possa trovarne uno xkè noterai davvero che i tuio dentis sono più forti, belli e puliti. Sperò di esservi stata utile, ci sentiamo alla rossima novità 🙂

  6. Sapete dirmi dove si può trovare la radice di Miswak? Perchè in erboristeria non sono riuscito a trovarla. So che si può comprare anche online, ma qualcuno ha provato a farlo?

  7. Interessante la tua ricetta senza bicarbonato che vorrei evitare. E’ lo stesso se al posto della salvia e della menta fresche uso quelle secche che si vendono al supermercato?

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