Do you Girolibri?

Girolibri al Mercatopoli di Pisa

Ho portato un libro che tenevo parcheggiato in camera da non so quanto, e di cui francamente mi importava una mazza. Non so se l’ho mai veramente letto, e com’è che l’ho avuto non me lo ricordo nemmeno. Gliel’ho lasciato. In cambio ho potuto scegliere uno di quelli che avevano loro in negozio, e me lo sono portato a casa. Il tutto, cordialmente gratis.

A promuovere questo tipo di baratto è Mercatopoli, catena di ritiro e vendita usato. L’iniziativa, che si chiama Girolibri, prevede cioè che in ognuno dei suoi negozi in franchising sparsi su e giù per lo stivale sia presente, di solito nel reparto dei libri, un apposito angolo con 12 romanzi second-hand selezionati e messi a disposizione non per la vendita ma esclusivamente per lo scambio.

Quando si fa il primo baratto si parte appunto lasciando nel punto Girolibri un libro portato da casa e scegliendo uno di quelli riservati allo scambio, dopodiché si continua riportando e pescando fra i volumi esposti sul banchino Girolibri. Il bello è che una volta che si finisce di leggere, non è obbligatorio riportare il libro nello stesso negozio: qualsiasi Mercatopoli va bene.

Centralino usato d'annata

Anche qui a Pisa Mercatopoli c’è e sta appena fuori città, nella prima periferia: sullo scaffalino Girolibri tengono 10 romanzi invece che 12, per il resto funziona tutto come da copione. Ci vado spesso a fare un giretto tanto per: vedo che c’è di nuovo (si fa per dire) rispetto all’ultima volta, mi piace un sacco farci un salto anche per curiosare e basta. Ieri sera, per esempio, c’era un frigo (classe A) grande di quelli vintage di nuova generazione praticamente perfetto (solo 2 graffiettini impercettibili vicino alla maniglia) a 450 euro, un affarone spaziale.

Mi sono mangiata le mani: in casa nostra gli elettrodomestici di cucina sono tutti incastrati al centimetro, e il frigo che abbiamo dovremmo sì cambiarlo, ma con uno equivalente cioè per forza più piccolo di questo. Maremma cane, era meglio se non lo vedevo!!! Vabbè! Però, prima di uscire e rinforcare la bici, ho avuto anche il mio momento romantico: mi è cascato l’occhio su un centralino d’annata sopravvissuto ad un’epoca che non c’è più, parcheggiato zitto zitto, quasi invisibile, su un grosso cassettone qualunque, in attesa di qualcuno che se lo porti a casina e gli restituisca un posto suo dove stare. Buona fortuna, tesorino ♥

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