Stampa (meglio) che ti passa

Di solito quando sto a casa non è che abbia bisogno di stampare chissà cosa e quindi per me, almeno su questo fronte, risparmiare è praticamente una corsa in discesa. A parte il fatto di tenermi abbastanza bassa come quantità, cerco anche di accendere la stampante solo quando e per quanto mi serve, tenere selezionata l’opzione ‘fronte/retro‘, scegliere il bianco e nero ogni volta che posso e il colore solo se è strettamente necessario, usare sempre (a parte documenti ufficiali da consegnare etc.) Ecofont per i testi e recuperare i retri puliti delle stampate dispari, che invece possono servire per scrivere appunti, segnare liste della spesa, ricavare post-it artigianali e così via.

Pisa, da brava città universitaria quale è, di copisterie è PIENA

Poi, leggendo le 10 regole d’oro riassunte da Marco Gialdi sul suo sito, un po’ tutte da tener presente anche e soprattutto per la vita da ufficio, ho trovato altri spunti a cui proprio non avevo pensato, del tipo:

  • Prima di cambiare la cartuccia provare a toglierla e rimetterla: si risparmia inchiostro utilizzandola fino al reale esaurimento
  • A intervalli regolari far pulire o sostituire dal tecnico i rullini di presa carta: si risparmia carta riducendo gli inceppamenti
  • Utilizzare cartucce rigenerate: si producono meno rifiuti e si risparmiano soldi

In effetti questa del rigenerare la sapevo, ma stringi stringi non l’ho mai fatto e mi sono sempre limitata a far durare carta e toner il più possibile, evitando sprechi (anche di spazzatura prodotta) ma senza considerare il dopo. Sempre in rete, allora, ho trovato una mappa di negozi che fanno questo servizio e un’app gratis per stampare immagini direttamente da IPhone e IPad senza doverle trasferire su pc: risparmiare tempo, dopotutto, è un buon modo di evitare sprechi pure quello.

Il sito di cui sopra è rigeneriamoci.com e rimanda, nello specifico, ad un progetto che mi piace assai: Gialdi, che è un perito elettronico informatico di Milano, dal 2007 si occupa di rigenerare vecchi computer apportando, a seconda del singolo caso e guasto, modifiche ad hoc sostituendo componenti hardware, o sistemi operativi o quant’altro. Quella che ha messo in piedi, insomma, è una sorta di officina che – ovviamente nei limiti del possibile – (ri)sforna pc magari anagraficamente avanti con gli anni ma di nuovo perfettamente operativi. Un second-hand rivisto e corretto che, oltre a prolungare la vita di macchine altrimenti destinate alla discarica rimettendole su piazza, permette di ridurre l’accumulo dei micidiali rifiuti RAEE e pure di risparmiare: un pc rigenerato a regola costa meno di uno nuovo, e i prezzi partono da 100 euro in su.

Marco Gialdi 10 regole

La mappa che ho adocchiato fra tutte quelle che ci sono in rete, invece, è questa. In database ci sono 300 punti vendita sparsi su tutta Italia, e cercando su Pisa mi è uscita via Crispi, che non è nemmeno tanto lontana da casa mia. La catena in questione è la EcoStore: fra le promozioni in corso, c’è anche il servizio di raccolta e smaltimento delle cartucce esauste non ricaricabili attivato in collaborazione con Legambiente. A seconda del tipo di cartuccia vuota portata in negozio, si può ricevere in cambio un buono sconto da 1 euro o una salvietta ecologica per monitor pc. Cosa intendano per ‘ecologica’ non l’ho capito: in compenso però, a scanso di viaggi a vuoto, qui c’è il regolamento dettagliato con tanto di marche di cartucce ritirabili nei loro store.

Quanto all’app, si chiama ePrint e la sua versione gratuita, ePrint Free, si scarica dall’app store. La Microtech Corp, che l’ha sviluppata, per 2.39 eu mette a disposizione in download anche la variante a pagamento. Anche se il costo è davvero relativo, la resa grafica della schermata è tutta un’altra cosa rispetto a quella basic for free, e ovviamente ci sono diverse opzioni in più da sfruttare. Nonostante questo, la cosa migliore da fare secondo me consiste nello scaricare comunque prima l’app gratis e testare, innanzitutto, se è compatibile con la propria stampante wifi: nel caso non lo fosse ancora, basterà semplicemente aspettare i prossimi release, tanto più che, una volta scaricata, premendo ‘2a‘ il sistema è in grado di fare ricerca automatica delle stampanti wifi accese nelle vicinanze (tipo quella a sorpresa del dirimpettaio di pianerottolo tanto caro e gentile hihihi) senza dover fornire prima l’indirizzo IP né altro. Il download della ePrint, inoltre, si può fare direttamente attraverso la ePrint Free senza stare a ritornare sull’app store: un altro motivo in più per partire dalla versione aggratise. Stampate gente, e meditate 😉

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3 pensieri su “Stampa (meglio) che ti passa

  1. Ciao eco!
    Sono contento perché dopo aver letto il tuo post mi sono reso conto che praticamente tutte le regole le ho adottate da tempo spontaneamente, compresa quella di servirmi e di riciclare le cartucce da EcoStore.

    Però tra le 10 regole ne manca una importante, forse perché la si da per scontato: utilizzare qaunto più possibile carta riciclata.
    Io utilizzo la carta bianca solo per documenti ufficiali da consegnare a qualche ente (praticamente mai), altrimenti solo carta riciclata. Mi viene ora il dubbio però: forse è un problema perché produrre carta riciclata impiega molte risorse?

    Grazie come sempre dei tuoi preziosi post, ciao!
    Epineo

    1. aloha! 🙂

      Credo che questa mancanza sia dovuta al fatto che il decaloghino si riferisce a possibili usi consapevoli ‘a monte’, mentre la carta riciclata volendo fa parte del ‘dopo’, così come per es. il differenziare correttamente le stampe fatte e non più utili nel cassonetto della carta apposito, o smaltire correttamente la stampante (una volta schiattata) secondo il protocollo Raee ecc ecc

      Il succo del discorso insomma sarebbe focalizzato più sull’ ‘usare meno è sempre meglio che riciclare’.

      Però c’hai pure ragione te, stampare riciclato è importante: propongo di accoppiarlo alle cartucce e assimilarlo al punto 10 ^^

      1. Hooccccapito, grazie!
        Non volevo comunque stravolgere il decalogo per la carta riciclata….. tra l’altro come ti dicevo non so quanto investimento di risorse ci sia nel produrla, spero ci sia un risparmio in termini eco altrimenti significherebbe che in questi anni ho fatto un danno! 😛

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