Un frigo tutto sbagliato

Fin da quando ero alta un metro e un tappo sono sempre stata attenta a non aprire il frigo spesso, e anche ora ogni volta cerco di fare veloce e non starci troppo: l’aria più calda ci mette un attimo a entrare, e questo per il frigo vuol dire lavoro in più per riportare la sua temperatura interna a com’era prima, a porte chiuse. Non mi costa nulla perché mi ci hanno abituato e mi viene automatico, ma comunque con questo accorgimento piccino picciò evito sprechi inutili di energia e arrotondamenti bischeri in bolletta.

Una cosa in cui inciampo ogni 3 per 2, in compenso, è il fatto di dimenticarmi i pezzi per strada e lasciare scadere le cose: se le zucchine stanno sotto un sacchettone di carote, per dire, è molto ma mooolto facile che scopra di avercele solo dopo aver fatto sparire tutto l’arancione dal cassetto delle verdure, il che magari succede quando gli zucchini in questione sono già tutti disgraziati e imprugniti da un lato e ammosciati nella loro acquetta depressa.

Lo so che è precisamente così che alla lunga escono fuori gli sprechi più grossi di cibo e di soldi ma lì per lì non ci penso, è più forte di me! Per azzerare questa spazzatura creata per sbaglio e le mie spese buttate nel cassonetto insieme a lei, ho cominciato a mettere le cose che scadono prima più a vista, così quando apro il frigo le vedo subito e evito di trovare cadaveri a sorpresa infrattati negli angoli. Ma il grande cambiamento è stato un altro: dai che ti ridai, ho realizzato che la reale primissima fonte del mio spreco di cibo e relativo dinero stava nel fatto di non conservare le cose nei modi giusti. Ho corretto i 10 errori più grossi: ora riusciamo a consumare tutto e in fondo al mese spendiamo un quarto e passa di meno.

Verdure: a parte andare nell’apposito cassettone in basso, devono essere asciutte (mai metterle in frigo umide o bagnate!) e chiuse in sacchetti bucherellati o comunque traspiranti, pena il crearsi di una condensa che le farà sciupare se non marcire molto più alla svelta. Questa cosa del bucherellare proprio non la sapevo, per la serie ho sempre lasciato le verdure nei sacchettini di plastica del Super, che per la cronaca sono a traspirazione zero.

Sughi: una volta aperta la confezione pronta o travasato l’avanzo (freddato) dalla pentola vanno tenuti in frigo, ma non per oltre 1/2 giorni. Quando si tira fuori il barattolo per cucinare il sugo restante, poi, meglio usarlo tutto in una botta sola: aprendo il tappo, infatti, inevitabilemente entra aria calda e c’è la possibilità che inizino a formarsi e proliferare germi. I miei sughi, se non mi andava magari di consumarli subito il giorno dopo, qualche volta in frigo ci hanno preso la residenza.

Pomodori: mai in frigo (ahem….coff! coff!), perché il freddo li deteriora. Il loro posto semmai è al fresco: se c’è l’afa estiva basta non lasciarli parcheggiati in cucina oltre il dovuto.

Agrumi: idem. Il freddo tende a renderli amari. Discorso a parte per i limoni, che possono stare nel cassettone delle verdure. Il top sarebbe appoggiare la parte tagliata su un piattino, spolverizzata appena con zucchero o sale.

Latte: quello crudo va a male dopo 3 giorni al massimo. Lo compro sfuso, e per portarlo a casa lo metto nella borsina frigo. Quello sterilizzato della grande distribuzione, anche se a lunga conservazione, in frigo va messo invece solo dopo che è stata aperta la confezione: da quel momento va consumato entro 2/3 giorni, e la scadenza segnata in etichetta quindi non fa più testo.

Yogurt: ha bisogno di una temperatura un po’ più fredda di quella che serve alle verdure, quindi il posto giusto è a metà frigo. Personalmente l’ho sempre messo a caso, dove c’era più posto libero. Siccome assorbe gli odori, quando la confezione è già aperta va chiusa bene facendo aderire meglio la linguetta di alluminio,  o foderandola sopra con la pellicola trasparente da cucina, o meglio ancora travasando lo yogurt in un barattolo di vetro a chiusura ermetica o con il classico tappo a vite. In Germania, negli Öko-Laden (botteghe bio), trovavo spesso lo yogurt venduto in bottiglie di vetro scuro e marrone (tipo quello delle birre), ottimale per il suo mantenimento quando è naturale, cioè non addizionato con additivi e conservanti sintetici.

Formaggi: vanno in un contenitore a sé (per esempio un Tupperware), disposto lontano da alimenti con odori forti. Per evitare la muffa, c’è un buon trucchetto che suggerisce Crispina, gagliarda vicina di casa classe 1932: nel contenitore va messa anche una manciatina di riso o qualche zolletta di zucchero. Ogni formaggio, poi, dovrebbe essere avvolto in carta di alluminio da cucina o al limite, se non c’è quella, in carta da forno.

Burro: lo uso poco, solo per i dolci, e smezzato il panetto per fare il mio impasto finisce sempre che il resto resta in frigo a oltranza, cioè fino alla sfornata dopo. In verità andrebbe tenuto al fresco solo per pochi giorni, non di più, perché anche se non si vede subito si altera molto velocemente. L’ideale quindi, se si sa già di non usarlo tutto a breve, è comprarlo confezionato in panetti più piccoli , o anche in mini panettini di quelli monodose. Inoltre deve stare lontano dagli alimenti crudi, sempre avvolto in pellicola e, se possibile, chiuso in un barattolo scuro.

Carne cruda: il posto migliore non sarebbe il freezer, ma il frigo. Per la precisione la parte più fredda, ovvero i ripiani più in alto. Non bisogna lasciarla vicino a latticini, cibi cotti e formaggi in generale. Da tenere per non più di 2 giorni, se comprata confezionata in vaschette di polistirolo e cellophan andrebbe tolta da lì e messa su un piatto, avvolta in carta di alluminio da cucina o sennò carta da forno.

Salumi: la parte tagliata va chiusa con fogli di alluminio da cucina arrotolati con cura sui bordi. Si mettono in sacchetti di quelli per la congelazione (chiusi per bene) o in contenitori a chiusura ermetica: il settore ideale dove riporli è quello medio-freddo, quindi fra la metà e la parte alta del frigo (la stessa dei formaggi).

P.S. mia nonna Angiolina, che invece era classe 1914 e in vita sua ha visto la Guerra, la fame, i favolosi Sessanta e tante, ma proprio tante cose che io conosco solo per sentito dire, troverebbe in tutto questo l’ovvio più sfrenato. Quando è nata lei manco esisteva, il frigo: e io che ce l’ho da sempre, nemmeno lo so usare come si deve? Ennò! 😛

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7 pensieri su “Un frigo tutto sbagliato

  1. Ciao eco!
    Utile questo post, anche io cerco di asciugare bene le verdure altrimenti ho notato che si forma ancora più acqua di quanto già fa normalmente il mio vecchio frigorifero.
    Per i pomodori in frigo non ho notato però quanto dici, anche se io il frigo lo tengo il più alto possibile di temperatura.
    Agrumi fuori, tanto d’inverno fa fuori lo stesso!
    Il resto non so perché non lo mangio 😛
    Grazie, ciao! 😉

  2. Ciao Epineo 😀
    Esatto, il metterle in frigo già bagnate o umide è come stendere il tappeto rosso alla condensa malefica, fai bene a asciugarle prima. I pomodori si deteriorano nel senso che il freddo-freddo, un giorno alla volta, può renderli pastosi.
    In effetti neanche a me succede, perché…me li magno prima! ;D

    1. :D:D:D
      giusto! mangiandoli prima non succede! :D:D

      bella questa tautologia che ho scritto prima:
      “Agrumi fuori, tanto d’inverno fa fuori lo stesso!”
      :D:D
      ovviamente intendevo “… fa freddo lo stesso!” 😛

  3. Buoni consigli anche se ho notato un uso eccessivo della pellicola per alimenti, sempre meglio contenitori riutilizzabili! per i formaggi all’interno dell’apposita formaggiera li possiamo riscoprire con dei tovaglioli di carta! Attenzione nel consigliare il burro monodose per il maggiore imballaggio… E i sughi pronti…mmm siamo sicuri che sono salutari? E il latte UHT, viene sottoposto a trattamenti che eliminano ogni qualità nutritiva, è solo acqua bianca con proteine microfiltrate e frantumate!
    Scusami per tutti questi appunti, ti giuro che ho veramente apprezzato questo post! 🙂

    1. Buonasera Spepera 🙂

      Vai tranquilla, la commenteria ci sta apposta 😉

      Dunque, nel post ho parlato di conservazione, quindi in merito alla salubrità o meno di sughi pronti o latte UHT non sono entrata. Comunque, per rispondere alla tua domanda sì, siamo sicuri che non sono troppo salutari, c’è di meglio insomma: personalmente compro solo latte crudo sfuso a km zero e i sughi pronti li uso col contagocce/per le emergenze, ma dal momento che ho voluto stringere ai 10 possibili errori più comuni, ho ritenuto giusto tener presente cosa può esserci non per forza nel mio frigo ma in un frigo-tipo, che di sicuro conterrà più facilmente il latte UHT della Coop, per dire, o sughi pronti perché sono effettivamente pratici e quindi logicamente tirano. In generale la faccenda della salubrità alimentare in tempo di industrializzazione grintosa è ampia: se penso per esempio che la margarina in origine sarebbe verde, la voglia di comprarla effettivamente mi muore fra le braccia 😛

      Il burro monodose: l’imballaggio complessivo, anche se fosse superiore di qualche grammo, può essere comunque ammortizzato facendo poggio e buca con qualcos’altro, per esempio io autoproduco lo yogurt e i miei 6/8 vasetti di plastica settimanali di spazzatura non li genero più. Unito questo ad altri accorgimenti (detersivi alla spina ecc), la spazzatura che esce in totale da casa (perché purtroppo è il risultato complessivo che fa testo, sigh) adesso è almeno la metà di prima, nonostante il burro monodose. Quindi la conservazione del burro che consumo è migliore, ma la quantità di packaging/spazzatura complessiva casalinga da smaltire comunque inferiore.

      Stesso discorso per la pellicola alimentare, che indico più volte come sostituibile con carta da forno: i tovaglioli che porti come esempio sono comunque un consumo e, come la carta da forno, se sporchi di cibo non si possono buttare nella differenziata. Più o meno siamo lì: la cosa migliore di tutte, in un’ottica di spazzatura, sarebbe usare nessuno dei 2, e pazienza se poi il groviera sa un po’ di pecorino e viceversa. Sui contenitori riutilizzzabile idem: parlando di formaggi, per esempio, si è parlato di Tupperware.

      Ciao! 😀

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