Cucinare in lavastoviglie. Eh?

Di questa cosa del libro che stava per uscire avevo già letto su Ecocucina, ma lì per lì non è che ci ho fatto caso più di tanto. Poi però, tornando a bomba, mi è ricascato l’occhio sulla foto della cover e ho ripassato il titolo a mente…cucinare-in-lavastoviglie…e venne il buio totale.

L’unica cosa che ho associato è stata la scena di me che tiro fuori un piatto di pasta al pomodoro direttamente dallo sportello ancora fumante della mia, di lavastoviglie, e mi è sembrata una roba surreale.

Va detto però che l’editore di questo libro qui è lo stesso che ha pubblicato ‘La cucina a impatto (quasi) zero‘, che in libreria ho sentito con queste orecchie definire ‘mezza boiata’ da un capannello di comari che sembravano saperla lunga quando invece è un signor ricettario che ha il suo perché, ragion per cui ho pensato che si poteva pure approfondire, why not. Per evitare di comprare il libro alla cieca e rischiare di buttare soldi al vento, ho chiesto la cartella stampa: la signora Carmen di Ex Libris mi ha mandato subito il materiale (grazie!), e ci ho trovato anche qualche ricetta in anteprima con spiegazione illuminante annessa.

Intanto il titolo va preso alla lettera: il cibo si cuoce dentro la lavastoviglie, incastrato in mezzo a piatti e bicchieri, sfruttando temperature costanti e vapori di lavaggio. Due cose (cucinare & rigovernare) in una insomma, per risparmiare tempo e denaro in un colpo solo senza sacrificare nè igiene nè qualità, visto che gli alimenti sono chiusi in barattoli di vetro e quella a vapore è una cottura notoriamente leggera che altera al minimo le proprietà nutritive. Per rendere la cosa funzionale al massimo, i 15 menu proposti sono divisi in base al programma che ha la temperatura giusta che serve per preparare questo o quel piatto: le scelte possibili sono fra Rapido, Normale, Eco o Intensivo, programmi scelti perché sono tutti e 4 in dotazione a qualsiasi modello e marca di lavastoviglie.

Lei è Lisa Casali, l'autrice

Nella sua prefazione, l’autrice Lisa Casali scrive: ‘Perché dovreste cuocere in lavastoviglie? Perché mentre lavate i vostri piatti potete sfruttare il vapore e l’acqua di lavaggio per cuocere a costo zero, senza consumare ulteriore acqua o energia; perché il risultato è in molti casi migliore rispetto alle cotture tradizionali. Avete mai provato le tecniche di cottura a bassa temperatura? Quelle che permettono di avere carni tenerissime, piatti profumati e gustosi e che sono ampiamente diffuse nel mondo dell’alta cucina?

(…) Per cuocere un uovo a 60-65 °C, per esempio, avete due possibilità: immergere l’uovo in una pentola d’acqua e monitorare la temperatura per almeno un’ora senza distrarvi mai, oppure mettere l’uovo in un vasetto, inserirlo in lavastoviglie e cuocerlo mentre lavate i piatti.’

In anteprima in cartella ci sono le ricette per preparare impepata di cozze, dentice con olive e scarola e composta di fragole con meringhe sbriciolate. Proverò l’ultima, perché mi sembra la più abbordabile: ingredienti a parte, per farla mi serviranno 4 barattoli di vetro da 150 ml a chiusura ermetica (così che dolce cuocia senza entrare in contatto con l’acqua) e il primo carico di lavastoviglie utile per fare un lavaggio Rapido. Farò sapere!

P.s. da domani in edicola c’è ‘La cucina a impatto (quasi) zero‘ in supplemento a IL GIORNO, LA NAZIONE e il RESTO del CARLINO. Costerà meno della metà del prezzo di libreria: un paio di copie me le prendo, me le coverò come regalo di Natale B-)


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2 pensieri su “Cucinare in lavastoviglie. Eh?

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