Metti un dì facendo il deo

Il deodorante, di qualunque casa cosmetica o farmaceutica si tratti, è per definizione un alleato che non si discute. Strategico e invisibile, non teme sudate di nessun genere tenendo a bada esalazioni più o meno pestilenziali, il che è oggettivamente cosa buona e giusta finché non si posano gli occhi sul suo INCI, rivelatore di tutta una serie di faccende oscure che nelle pubblicità ovviamente non si dicono ma che, se uno alla salute un minimo ci tiene, sarebbe bene sapere.

Il bicarbonato di sodio si compra al supermercato: oltre che un guadagno in salute, è anche un bel risparmio :)

Per prima cosa contiene alcol, che serve a solubizzare i profumi e tenere a bada i batteri ma è molto aggressivo perché sgrassa troppo la cute. Poi ci sono gli antitraspiranti (per lo più a base di alluminio cloroidrato), che invece vanno a restringere i canali attraverso cui esce il sudore senza però impedirne la formazione, il che si traduce in un accumulo a forte rischio infiammatorio: i deo ad azione ’48 ore’, in particolare, sono assolutamente da evitare perché sono addizionati con un antibatterico noto come triclosan, che attraverso la vaporizzazione spray entra in circolazione nel corpo. Gli antitraspiranti hanno diverse gradazioni: fra i più blandi c’è l’allume di potassio, delicato quel tanto che basta da essere ritenuto tutto sommato sicuro, mentre fra i più potenti c’è il famigerato perspirex, che funziona da dio ma ha una lista di controindicazioni che parla da sola. L’autoproduzione, alla luce di questo, oltre ad essere una buona via per risparmiare sulla spesa ha quindi il suo bel peso anche e soprattutto in termini di salute personale.

La soluzione in assoluto più semplice di tutte consiste nell’applicare sull’ascella un po’ di bicarbonato di sodio da solo: chi lo usa sostiene che l’effetto dura per l’intera giornata, io però per sentirmi più sicura preferisco la versione spray preparata mischiando insieme 50 ml di acqua distillata e 4 cucchiai di bicarbonato. Una volta pronto, per risparmiare spese inutili e tagliare la spazzatura conviene mettere il liquido nel flacone usato (ben lavato con acqua e lasciato asciugare a testa in giù così da eliminare ogni residuo) di un vecchio spray già finito.

Si tratta di una miscela satura, tant’è vero che il bicarbonato, a un certo punto, non potrà più sciogliersi e la parte in eccesso si andrà infatti a depositare sul fondo: una volta mescolati bene i 2 ingredienti, il composto liquido va chiuso in un barattolo di vetro a chiusura ermetica (Ikea docet) e lasciato a riposare per 24 ore, dopodiché basta versarlo molto lentamente (per escludere il deposito finale di bicarbonato) nel flacone spray ripulito (per esempio della Nivea, che li fa ricaricabili), che nel frattempo sarà stato lavato e asciugato. Arrivati a questo punto, il deo autoprodotto si può lasciare così com’è oppure arricchire con qualche goccia di olio essenziale a piacere.

Una profumazione fresca, a questo proposito, viene per esempio dal tea tree: in questo caso sarebbe meglio portare la dose d’acqua distillata da 50 a 100 ml e, un momento prima di chiudere il flacone spray, aggiungere 10 gocce di olio essenziale di lavanda, 10 gocce di olio essenziale di tea tree e -opzionale – 2 gocce di olio essenziale di limone.

Il deodorante naturale fai da te, grazie al bicarbonato, assorbe gli odori in modo ineccepibile, tuttavia a differenza di quelli industriali non ostruisce aggressivamente la pelle perché non ha azione antitraspirante: questo, in estrema sintesi, può dirsi la più grossa (ri)conquista, in termini di salute, che ci si aggiudica scegliendo l’autoproduzione come alternativa ai deo di marca della grande distribuzione. Cosa molto importante per una riuscita perfetta è ricordarsi di agitare bene il flacone spray ogni volta prima dell’uso: quanto al sudore che diventa inodore ma continua a traspirare in libertà, invece, è ovvio che la menata sta nella parte di stoffa del vestito che si trova a diretto contatto con l’ascella, nel senso che con il passare delle ore a furia di assorbire la stoffa potrebbe iniziare a rilasciare qualche odore. Stesso discorso per quando l’indumento in questione viene stirato: se ci sono stati depositi di sudore che hanno fatto in tempo ad essere attaccati dai batteri, le parfum fetidò esalerà a tradimento fra una passata di ferro e l’altra.

La cosa migliore da fare, quindi, sta nel tenere lo spray sempre a portata di mano (per es. nella borsa) per ogni evenienza e soprattutto evitare di indossare vestiti aderenti molto sintetici: oltre a guadagnarci doppiamente in salute, ci si eviteranno imprevisti a priori. Per chi suda davvero tanto e non può permettersi di rischiare incidenti del genere in ufficio o comunque in situazioni pubbliche e posto di lavoro, può essere lo stesso veramente utile usare il deo fai da te come deodorante ‘da riposo’ per i momenti in cui si sta a casa e così via: pur continuando ad usare il prodotto confezionato in parallelo, resta comunque un modo per ammortizzare concretamente gli effetti nocivi con cui alla lunga alcol, alluminio cloroidrato, triclosan e compagnia bella si mangiano la nostra pelle e la nostra salute. E i deo tipo roll-on? Si possono fare in casa anche quelli: alla prossima puntata!

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3 pensieri su “Metti un dì facendo il deo

  1. Bellissimo post ecoenonspreco!
    Potresti chiamarti anche ecoenonsprecosalutisticamente, ma capisco che sarebbe un po’ lungo 😛
    Prima o poi proverò a farlo scacciando la pigrizia (neanche ci volesse chissà che impegno!) per ora spesso….. non metto nulla. A fine giornata non so quanto i miei colleghi siano felici di questo! :D:D
    Sono curioso di sapere dei roll-on fatti in casa….
    Ciao!

  2. Ciao EpiNeo, c’hai preso, infatti decrescita e un certo tipo di risparmio passano proprio dalla riconquista di tempo, creatività e…benessere! 🙂

    Ma davvero ce la fai a stare senza deo? Temerario fosti!

    Il roll-on è in lavorazione…suspence ;D

    1. A proposito di decrescita sto leggendo il libro “Scappo dalla città” di Grazie Cacciola alias erbaviola di erbaviola.com, è veramente interessante e lei molto brava a scrivere in modo semplice ma approfondito.

      Senza deo riesco a starci di più d’inverno e poi dipende da cosa mangio. In periodo di disintossicazione meglio di no 😛 Per non parlare di quando ho fatto il digiuno, mi lavavo “ora” e al tempo “ora + 5 minuti” puzzavo di già! :D:D

      Attenderemo con patos il roll-on 😉

      (grazie dell’afofrase, l’ho pubblicata con il tuo riferimento :))

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