Voglio un viso…tonico!

Un buon tonico per la pelle tutto naturale si fa in pochi minuti e si conserva in frigo per diversi giorni: oltre a costare una manciata risicata di centesimi, non contiene siliconi, tensioattivi o derivati di petrolio esausto e – cosa che mi preme molto – il fatto di essere stato prodotto in casa fa sì che non abbia niente a che vedere con i tonici industriali distribuiti da marchi che si appoggiando a laboratori che praticano la sperimentazione e la vivisezione animale. Nella sua versione casalinga, quindi, può dirsi un detergente che invece che dalla sofferenza, nasce gioiosamente dalla credenza, il che voglio dire, non mi pare poco.

rosmarino

La funzione fondamentale di un tonico cosmetico consiste nel riacidificare il PH della pelle del viso, che è già acido di suo ma viene alterato ogni volta che si va a lavare la faccia con il sapone, che invece è basico. Nel mio caso, visto che l’acqua che esce dai rubinetti della mia zona è molto dura, il tonico serve anche a rimuovere l’invisibile pellicola di calcare che può depositarsi sul viso a tradimento, rendendo così abbastanza inutile l’uso di maschere e creme idratanti o nutrienti, che per colpa di questa barriera hanno grande difficoltà a penetrare nello strato superficiale del derma limitandosi a depositarsi a sua volta sulla pelle. Tutto questo, va da sé, invece che elasticizzare e rinfrescare la pelle la secca e le impedisce di respirare, rendendo l’uso della crema praticamente controproducente.

Il mio tonico fai-da-te, di solito, riposa beato dentro un vasetto di vetro dell’Ikea, uno di quelli a chiusura ermetica: quello che uso più spesso è antiossidante e preparato con thè verde, e per cambiare un po’ ogni tanto lo alterno con uno emolliente a base di camomilla, che è molto delicato e quindi va benone anche per le pelli sensibili come la mia. Per questa settimana, invece, proverò il  tonico nuovo al rosmarino che mi sono preparata nel fine-settimana: di queste 3 versioni è la più ecologica perché il rosmarino è a km 0, ovvero raccolto dalla pianta che cresce nei vasi sistemati sulla mia porta-finestra.

Gli ingredienti del mio tonico al rosmarino sono: 100 ml di aceto di mele, rametti freschi (!) di pianta aromatica e acqua distillata. L’aceto di mele ha proprietà rimineralizzanti, e quindi tonifica la pelle del viso, ma anche astringenti, tant’è che aiuta a prevenire acne, punti neri e imperfezioni varie perché restringe i pori pulendoli dall’interno. Il rosmarino, invece, oltre che avere azione antisettica, conferisce luminosità.

L’ho preparato così: ho messo l’aceto di mele in un barattolo di vetro, ci ho immerso alcuni rametti di rosmarino tagliati a pezzetti e ho lasciato macerare per 24 ore; passato il tempo di riposo, ho filtrato con un colino dopodiché ho mischiato il liquido con dell’acqua ossigenata in queste proporzioni: 1/4 di aceto ‘rosmarinizzato’ e 3/4 di acqua distillata. Tutto qui: questo tonico si conserva diversi giorni in frigo, e va rifatto settimanalmente. E’ per questo motivo che le dosi sono basse: in questo modo, anche se gli ingredienti costano veramente quasi niente, si evitano lo stesso sprechi inutili. Volendo, al momento di mischiare aceto e acqua ossigenata si possono aggiungere anche un paio di gocce di olio essenziale al rosmarino: si trova in erboristeria ed è quindi facile da reperire, però io non lo metto e preferisco la versione base. Gli oli essenziali, infatti, sono piacevoli ma vanno usati con precisione perché non sono per niente privi di controindicazioni: l’olio essenziale al rosmarino, per esempio, non va usato quando si è in stato di ipertensione e di gravidanza. Un elenco sommario di controindicazioni divise per tipo si può leggere, giusto per farsi una prima idea, qui.

Il tonico alla camomilla, invece, si fa preparando una tazza di infuso di camomilla (non troppo concentrato) e, una volta freddato, sciogliendo nell’infuso qualche goccia di aceto di mele (o bianco) per acidificare. Quello al thé verde si fa seguendo lo stesso procedimento identico: per acidificare si può scegliere fra aceto di mele, aceto bianco o succo di limone, mentre chi ha la pelle grassa può aggiungere in più anche un cucchiaino (massimo 2 per tazza) di vodka pura, che aumenterà il potere detergente e la durata di conservazione del tonico.

Ciascuno di questi tonici si conserva solo e soltanto in frigo, va rifatto settimanalmente e tenuto in vetro. Esattamente come quelli industriali, si applica picchiettandolo sulla pelle del viso e non passandocelo: passarlo sul viso significherebbe infatti portare i depositi da una parte all’altra della faccia, azzerando uno dei benefici fondamentali – liberare la pelle – che il suo uso dovrebbe invece comportare.

P.S. Le ricette possibili da fare in casa sono davvero tante, e ho notato che sono in molti ad aggiungere al proprio tonico casalingo anche qualche goccia di colorante alimentare: i più gettonati sono il viola, l’azzurro e il rosa, perché l’effetto visivo finale ricorda molto quello del prodotto industriale di marca. Io sono contraria e non li metto mai perché preferisco lasciare il mio tonico così com’è senza aggiungere componenti chimiche, però per chi volesse proprio provare basta ricordarsi che i pigmenti tendono a scendere e depositarsi sul fondo del flacone: quindi, scuotere bene prima dell’uso! 🙂

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