Il senso dell’aceto per il pulito

E dire che non gli avrei dato 2 lire. Anzi, per lui avrei dato 47 cent, e come d’abitudine me lo sarei portato a casa dal supermercato per parcheggiarlo nell’oscurità della mia credenza, pronto da tirar fuori giusto per condire qualche insalata: nulla di più, nulla di meno.

bucato

Ignara, non sospettavo minimamente che con l’aceto, invece, avrei potuto anche congedare per sempre l’ammorbidente per il mio bucato in lavatrice, nè che avrei pulito il microonde. Anzi, dirò di più: c’è anche un’altro (velenosissimo) detersivo che, da casa mia, grazie a lui è stato definitivamente defenestrato: il prodotto per liberare lo scarico.

Il primo detersivo che ho depennato dalla mia lista della spesa è stato, in ordine di tempo, il detergente per i vetri, che ho sostituito in pianta stabile con una miscela di acqua e aceto senza più voltarmi indietro: l’unico retaggio rimasto del fu detersivo industriale è stato lo spruzzino di plastica che lo conteneva, spruzzino che ho conservato e dove ogni volta che vado a pulire le finestre verso la mia acqua calda acetata appena preparata. In questo modo, ho eliminato del tutto la spesa del detersivo per vetri classico, non ci intossico più nè me nè la mia casa e, già che ci sono, su questo fronte non produco più spazzatura plasticosa.

Il secondo cambiamento, poi, è passato per il microonde. Ora lo pulisco in modo completamente naturale: metto al suo interno un bicchiere, pieno a metà, contenente un mix composto al 50% da acqua e al 50% da aceto (o succo di limone), dopodiché accendo regolando alla massima potenza per 5/6 minuti. Fatto questo, aspetto un altro paio di minuti prima di togliere il bicchiere e, infine, passo l’interno del microonde con un panno o sennò, ancora meglio, una spugna morbida inumidita.

Gasata a più non posso da queste conquiste pioniere, ho continuato a sperimentare e sono finita quindi con il testare l’aceto sul bucato, con il risultato che ne è caduta un’altra, di testa: quella dell’ammorbidente. Nello scompartino della lavatrice dove prima versavo il Vernel o simili, cioè, ora metto 3 cucchiai (di quelli grandi da minestra) pieni di aceto puro. Non serve altro: i panni escono dal cestello della lavatrice belli morbidi e senza essere impregnati di nessun odore particolare.

Rispetto all’ammorbidente classico, questa soluzione di aceto ha il  vantaggio aggiunto di non rovinare, alla lunga, i capi indurendoli. Leggendo ‘Pulire al naturale‘ di TerraNuova Edizioni, un libretto quasi tascabile ma pieno di rivelazioni abbastanza illuminanti sui retroscena dei veleni nascosti che si annidano nelle nostre case, mi sono resa conto che l’ammorbidente chimico-tipo sortisce il suo effetto sul bucato perché rilascia sui tessuti una specie di patina invisibile all’occhio ma piacevole al tatto, tant’è che toccandoli dopo il trattamento si ha, appunto, una sensazione di morbidezza. L’effetto-pellicola in questione, però, di lavatrice in lavatrice rende sempre più difficile l’effettiva detersione della stoffa che, oltretutto, a furia di depositi diventa sempre più rigida. Non per nulla gli asciugamani, di ammorbidente in ammorbidente, con il tempo diventano molto meno assorbenti. Il deposito di ammorbidente, poi, viene in parte e inevitabilmente assorbito dalla pelle: è per questo che, quando ci si mette una maglia appena lavata, può capitare che venga un po’ di prurito, senza contare le dermatiti che ne possono scaturire. L’aceto, oltre ad evitare tutto questo, libera i tessuti dai residui di detersivo e addolcisce l’acqua, cosa che aiuta non poco l’ostacolamento dei depositi calcarei, altamente dannosi per la lavatrice.

Per liberare lo scarico intasato del lavandino o simili, invece, faccio così: verso nello scarico intasato, nell’ordine, 3 cucchiai di sale grosso, 3 cucchiai di bicarbonato, un bicchiere d’aceto e – subito – 3 litri di acqua bollente. Con questo, i detersivi autoprodotti, atossici e stra-economici (se non praticamente gratuiti) salgono a 4: avanti, Savoia!

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5 pensieri su “Il senso dell’aceto per il pulito

  1. ciao Gio 🙂

    No al contrario: l’aceto, oltre a non stingere, è utile sia per ravvivare che per fissare i colori sui tessuti.

    Quando si comprano lenzuola o federe nuove, per esempio, un buon trucco consiste nel lavarle prima di usarle versando nell’apposita vaschetta della lavatrice, al posto del detersivo, un bicchiere di aceto bianco puro.

    Versarne un po’ nell’acqua dell’ultimo risciacquo quando si fa un po’ di bucato a mano, invece, aiuta a rendere i colori brillanti 😀

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