Addio per sempre, Vetril!

Lo spruzzino di detergente per i vetri che ho preso al supermercato lo scorso autunno è stato l’ultimo detersivo del suo genere che ho comprato.

Guida detersivi naturali fai da te
Non ne ho più messi di nuovi nel carrello della spesa semplicemente perché ho scoperto che non ce n’è bisogno: con un po’ di aceto e acqua calda di rubinetto posso avere finestre, vetrinette, specchi di casa e parabrezza della macchina sempre brillanti senza dovere, per questo, tirare fuori dal portafoglio neanche un euro extra.

L’idea mi è arrivata dalla ‘Guida ai detersivi bioallegri‘ di MondoNuovo. Quella che ho io è la seconda edizione aggiornata:  all’usato l’ho pagata 5 euro, ma il volume nuovo e fresco di libreria ha un prezzo intero comunque abbordabile, ovvero 10 euro.

Tornando ai vetri, le dosi di acqua e aceto che servono per farsi un detergente atossico e casalingo possono variare in base a quanto sia sporca la superficie che si vuole pulire e, last but not least, a seconda della tolleranza personale all’odore dell’aceto. In realtà io faccio a occhio, anche se a onor del vero l’aceto dovrebbe costituire il 20%, oppure il 30% o sennò il 40% del detergente fai da te. Tradotto in soldoni, per preparare 500 ml di detersivo per vetri homemade si può scegliere di miscelare 400 ml di acqua con 100 ml di aceto (= 20%), oppure 350 ml di acqua con 150 ml di aceto (=30%), o sennò 300 ml di acqua con 200 ml di aceto (=40%). La ricetta base, detta in parole povere, sta davvero tutta qui: scegliere le dosi, versare il mix nello spruzzino (vuoto e già usato), agitare bene e…via!

Anche le accortezze da tener presente si contano sulle dita di una mano:

1) l’acqua deve sempre essere CALDA, perché è proprio questo che potenzia in maniera determinante il fattore pulente di qualsiasi detersivo, sia fatto in casa che non. C’è chi scalda velocemente anche l’aceto: io per fare prima lo uso così com’è e funziona benone lo stesso
2) se l’acqua che esce dal rubinetto del bagno è ‘dura’, cioè molto calcarea, alla lunga potrebbe lasciare qualche alone: per evitarlo, basta sostituirla con acqua distillata (la stessa che si usa per il ferro da stiro) e il gioco è fatto. Una mappa per verificare a colpo d’occhio quale sia il grado di durezza dell’acqua della propria zona si trova per esempio qui
3) più alta è la percentuale dell’aceto, più il detersivo casalingo risulta potente: l’odore non è mai troppo intenso, ma per nasi particolarmente sensibili può venire in aiuto l’aceto di mele, più delicato di quello di vino
4)
a volte, dopo la prima pulizia con acqua calda e aceto, guardando bene in controluce si potrebbero vedere delle piccole macchiettine opache, una sorta di rimasuglio sparso in qua e là. Si tratta dei resti di siliconati lasciati sul vetro dai detersivi industriali precedenti: spariranno da sè nel giro dei primissimi lavaggi con il detergente fai da te
5) io uso una marca di aceto locale: scegliendo un prodotto fatto in una località vicina, il detersivo oltre che stra-economico e atossico sarà pure a km 0!

La guida, inoltre, suggerisce anche un altro sistema altrettanto veloce ed elementare: acqua e fogli di giornale, dove per giornale non s’intendono riviste bensì quotidiani. In questo caso, si procede così: prima si passa il vetro con una spugna bagnata e poi si procede sfregandolo con le pagine appallottolate finché non sarà asciutto. La carta in questione, così facendo, prima di finire nella raccolta differenziata per essere riciclata verrebbe insomma utilizzata non una ma ben due volte, perché non sarà solo letta ma anche impiegata per pulire. Il trucco sta nell’inchiostro, che nel caso specifico ha un potere pulente notevole. I più integralisti potrebbero avere da obiettare sul fatto che sui vetri possano rimanere tracce davvero minime ma comunque tossiche dovute proprio alla natura chimica dell’inchiostro. Per evitare che vengano assorbite dalla pelle basta usare i soliti classici guanti ma, considerando le quantità di cui stiamo parlando, personalmente non me ne preoccuperei troppo: quando si legge il giornale al bar, allora? ;P

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