Pancarrè all’alcool, anche no

In casa mia il pancarrè va fortissimo, ma io ho praticamente smesso di comprarlo: il fatto è che quello industriale, cioè lo stesso che abbiamo sempre mangiato noi, sa un po’ di alcool, e leggendo la lista degli ingredienti infatti è venuto fuori che qualsiasi marca, ma qualsiasi veramente, impiega alcool etilico nell’impasto.

Pancarrè casalingo

Le dosi sono minime e fissate a norma di legge: l’alcool etilico serve a conservare il pancarrè ed evitare la formazione di muffe, mantiene costante il tasso di umidità permettendo al pane di restare morbido a lungo, è volatile e considerato conservante naturale, così come lo sono anche il cloruro di sodio (sale da cucina), il saccarosio, l’olio d’oliva e l’acido acetico (aceto). In produzione di pancarrè l’uso dell’alcool etilico è consentito solo a livello superficiale, e le quantità permesse non devono essere superiori al 2% del peso secco, però il sapore si sente lo stesso: a conti fatti, farselo in casa costa meno, prende pochissimo tempo, è più sano e il risultato finale è migliore, nel senso che i sapori di latte e aromi si sentono tutti ma quello dell’ alcool no, perché non ce lo metto.

Oltre al forno, c’è bisogno anche di uno stampo. Invece di quello apposta, munito di coperchio, io uso quello da plum cake classico (25 x 11 cm) che avevo già in casa: qualche volta la parte di sopra del pancarrè viene un po’ più gonfia da un lato rispetto all’altro (vedi foto), ma a parte questo è andato sempre tutto liscio indi per cui a posto così, soluzione approvata.

Il procedimento parte disponendo sul piano di lavoro un mix di farine a fontanella, ovvero 250 gr di farina bianca di tipo 00 e 250 gr di farina manitoba: a queste farine, piano piano, si incorporano un po’ alla volta, impastando, 200 gr di acqua, 80 gr di latte intero, 50 gr di olio di oliva (ma io preferisco quello di semi, che ha un sapore meno forte), mezzo cubetto di lievito di birra sbriciolato, un cucchiaino di sale e uno di zucchero. Alla fine si deve ottenere un impasto omogeneo che al tatto risulti morbido ed elastico, ma non troppo bagnato: in questo caso, ci si può aiutare spolverando di farina e impastando un altro po’. Fatto questo, non resta che mettere l’impasto nello stampo (precedentemente imburrato e infarinato) e cuocere per 40-45 minuti a 200°.

Un consiglio per risparmiare ancora di più: qualsiasi forno, a meno che non abbia problemi di chiusura suoi, una volta spento, se non viene aperto, continua a mantenere la temperatura di cottura per ben 10 minuti circa. Dopo aver appurato che il mio si chiude come si deve, quando faccio il pancarrè lo spengo sempre al 30° minuto di cottura e lascio andare tutto così com’è: poi, passati altri 10 minuti, apro e sforno.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...